La mostra permanente del gioiello e del costume sardo è allestita nel Palazzo Boyl, pregevole esempio di neoclassicismo piemontese. L’esposizione nasce con l’intento di far conoscere al pubblico l’evolversi dell’abbigliamento e degli ornamenti delle popolazioni della provincia.
Attraverso un itinerario di immagini, stoffe, vestiario e ornamenti si ripercorrono circa 200 anni di vita, dando particolare attenzione al costume degli abitanti di Milis, visti attraverso le immagini riportate su tela da diversi pittori che, dai primi dell’800 ai primi del ‘900, ebbero modo di visitare il paese, rimanendo talmente ben impressionati da dipingere storie di vita quotidiana.
Sono, inoltre, presenti una serie di gigantografie che riproducono i dipinti relativi ai costumi tipici. La mostra espone gli abiti femminili di Oristano, Samugheo, Busachi e Cabras, ornati di bottoni e gioielli in filigrana, argento e corallo.