Il complesso settecentesco che comprende l’ex Convento dei Cappuccini e la Chiesa dedicata a Santa Maria degli Angeli si trova nel centro abitato di Calangianus.
Il convento presenta una pianta a “C” e si articola su due piani con un caratteristico chiostro che conserva al centro il vecchio pozzo. La tecnica costruttiva usata è quella della muratura a blocchi di granito. L’accesso al piano superiore è determinato da una scala a tre rampe; su questo piano troviamo quello che doveva essere il dormitorio dei frati: un ampio locale, con finestre su tutti i lati, che si sviluppa per la lunghezza dell’ala nord dell’edificio. All’interno alcuni ambienti presentano “volte a crociera” e altri “a botte”, mentre la copertura di tutta la struttura si caratterizza per le capriate in legno e manto di coppi. Nel 1866, in seguito alle leggi di soppressione delle case degli ordini religiosi, ci fu l’espulsione dei Cappuccini. I locali del convento divennero sede di carceri, scuola e ufficio pretoriale.
L’annessa chiesa del convento è dedicata a Santa Maria degli Angeli. Al centro dell’altare maggiore è presente la statua lignea della Vergine col bambino, mentre ai lati del presbiterio vi sono le statue, forse del 1700, di San Francesco e Santa Veronica. Due cappelle sono invece dedicate a Sant’Antonio da Padova e San Felice da Cantalice. Alcune pregevoli tele, insieme alla pala del Lusso, sono custodite nell’oratorio di Santa Croce, oggi Museo Diocesano. Negli anni della Prima e Seconda guerra mondiale anche la chiesa del convento fu occupata dai soldati. Nel 1946, poiché i militari ridussero in condizioni deplorevoli l’interno, si raccolsero dei fondi tra la popolazione per la realizzazione delle pitture, rappresentanti la vita di San Francesco, dell’artista milanese Carlo Armanni, soldato di stanza in quegli anni in Gallura.