Capo Marargiu è un promontorio situato nella costa nord-occidentale della Sardegna, nel territorio del comune di Bosa. Questo tratto costiero è noto anche come Costa dei Grifoni, per via dei rarissimi esemplari che vi nidificano.
La costa è costituita da diverse piccole cale, non sempre di facile accesso, raggiungibili tramite sentieri immersi nella macchia mediterranea. Le cale sono alternate con falesie e scogliere di roccia trachitica, di colore rosso scuro, in contrasto con l’acqua limpida e trasparente del mare.
Una delle cale più note è quella di Porto Managu. Si tratta di una particolare insenatura caratterizzata da una spiaggetta di sabbia chiara e finissima, che spesso, a causa delle mareggiate, scompare lasciando affiorare la distesa di ciottoli trachitici sottostante. A circa 40 metri dalla costa affiora dal mare l’omonimo isolotto di trachite scura, alto circa 30 m. s.l.m.
La costa è nota anche per le numerose Grotte di Capo Marargiu. La scogliera è infatti ricca di diverse cavità, scavate dall’erosione del mare su preesistenti fratture della trachite. Alcune si affacciano sul mare e sono visitabili in barca, altre si aprono pochi metri più indietro, probabilmente create dall’azione delle mareggiate in periodi geologici in cui il livello del mare era più alto.
L’area ricade nel perimetro del Sito di Interesse Comunitario (SIC) “Entroterra e zona costiera tra Bosa, Capo Marargiu e Porto Tangone” (ITB020041).
Nel SIC, già Zona Speciale di Conservazione (ZSC), nidifica una delle più grandi colonie di grifoni. Inoltre nidificano diverse altre importanti specie quali l’aquila reale, l’aquila del Bonelli, il falco pellegrino, il gabbiano corso, il martin pescatore ed il nibbio reale. In alcune delle cavità costiere, in passato, venne segnalato l’avvistamento della foca monaca, ma non c’è mai stata una vera conferma della sua presenza.
Un’altra località nota nella zona è il Monte Sas Bagassas, una collina panoramica isolata, quasi al centro del promontorio di Capo Marargiu. Il nome particolare sembra derivare dal fatto che in passato, secondo credenze popolari, era frequentata da donne di malaffare, a disposizione dei pastori della zona.
Il promontorio era noto in passato col nome di Ermaeum akron (Colle di Mercurio) e si ritiene che le cale e le cavità siano state usate come approdi e ripari durante la navigazione.