La basilica intitolata a Sant’Elena Imperatrice sorge su un’ampia piazza nel centro storico cittadino.
L’attuale edificio è edificato tra il 1809 e il 1825, in sostituzione della chiesa cinquecentesca distrutta da un incendio; questa si presentava con forme del gotico catalano con navata unica e abside e a sua volta sostituiva una chiesa risalente al XII secolo. La demolizione dell’impianto originario in stile romanico si rese necessaria a causa delle dimensioni, non adatte ad accogliere la popolazione ormai accresciuta.
L’imponente basilica si imposta su pianta a croce latina con unica grande aula voltata a botte, su cui si affacciano tre cappelle per lato. Anche le grandi cappelle, comunicanti tra loro, sono coperte da volte a botte riccamente decorate con pitture parietali. L’incrocio dei bracci è invece coperto da cupola ottagonale, conclusa da lanterna.
La facciata a capanna, dal forte sviluppo verticale, è racchiusa tra la torre campanaria ottagonale e la torre dell’orologio, che accentuano la verticalità del prospetto. Questo è concluso da timpano triangolare e scandito in due ordini da cornicione aggettante.
All’interno sono conservati il pulpito barocco in marmo intarsiato, realizzato dal maestro genovese Pietro Pozzo; mentre nel presbiterio è collocato il grande altare maggiore, ampliato nel 1907 dallo scultore Giuseppe Sartorio, che inserì un fondale con angeli reggicortina.
La cappella del Santissimo Sacramento, coperta da crociera stellare, è l’unica superstite dell’impianto gotico. Qui si conservano un Crocifisso ligneo cinquecentesco e le tavole del retablo di Sant’Elia dipinte dal cagliaritano Antioco Mainas a metà del XVII secolo.
La basilica conserva due statue della santa titolare: una è collocata all’interno della nicchia dell’altare maggiore e risale probabilmente al Seicento; la seconda, invece, è portata in processione e raffigura Sant’Elena vestita con dalmatica verde, lorica e mantello damascato, mentre regge e indica una croce.